Funzionamento, regolazione e pulizia del Pressostato nell’impianto Autoclave

Il pressostato è un elemento importante dell’impianto autoclave, comanda l’azionamento e lo spegnimento della pompa elettrica in base alla pressione dell’acqua.

A cosa serve il pressostato autoclave

L’acqua erogata dall’acquedotto attraverso la sua rete di distribuzione alle utenze, ha una pressione di consegna che va dalle 2 a 4 atmosfere, di solito sufficiente a raggiungere senza problemi anche le zone più lontane.

A volte, anche abitando in grossi centri, si possono verificare problemi di pressione dell’acqua, specialmente in quegli edifici realizzati con diversi piani in altezza.

Serbatoio impianto autoclave comandato con pressostato

I motivi possono essere molteplici: una rete di distribuzione vecchia e sottodimensionata per le utenze da servire, soprattutto per il continuo popolarsi delle zone, perdite nella rete, l’andamento altimetrico dell’intero territorio o quando c’è una richiesta simultanea di acqua da molte utenze.

Pertanto, il flusso d’acqua può divenire insufficiente con il conseguente malfunzionamento della caldaia e di tutti gli elettrodomestici presenti nell’abitazione.

A questo punto, per risolvere tale problematica, è necessario dotare l’impianto idrico di un autoclave per far aumentare e regolare la pressione dell’acqua, in modo da poter raggiungere ogni punto della casa con l’adeguata portata per il corretto funzionamento di tutti gli apparecchi.

Alcuni luoghi, ancora oggi, non sono dotati di fornitura d’acqua costante, quindi, queste abitazioni hanno bisogno di grandi serbatoi di accumulo acqua e di un autoclave per poter sopperire ai periodi di mancanza d’acqua.

 

Un impianto autoclave è formato generalmente da:

– un serbatoio per l’accumulo di acqua collegato alla rete di fornitura dell’acquedotto.
Tale serbatoio, va posizionato sempre con molta attenzione e con la attenta supervisione di un tecnico, in quanto, quelli di grandi dimensioni potrebbero creare problemi di stabilità ai solai;

– una pompa elettrica, di solito centrifuga di adeguate dimensioni e portata;

– un vaso di espansione, chiamato abitualmente polmone, dotato di una camera d’aria;

– un pressostato che la funzione di interruttore per l’azionamento e lo spegnimento della pompa in base alla pressione dell’acqua.

Il funzionamento di un impianto autoclave è semplice: l’acqua inviata dalla pompa nel contenitore a pressione comprime l’aria, con il conseguente aumento della pressione.

Una volta raggiunta la pressione prestabilita, il pressostato spegne automaticamente la pompa.
Aprendo i rubinetti per il normale prelievo di acqua nelle faccende domestiche, questo provocherà l’abbassamento della pressione e, una volta raggiunto il valore minimo di esercizio, il pressostato riaccenderà la pompa per effettuare il ciclo di carica.

Tale impianto, volendo, può essere anche programmato per funzionare solo in determinati momenti della giornata, quando si ha necessità del suo intervento.

Il pressostato, quindi, è l’emenento chiave di tutto l’impianto, grazie al suo intervento rende regolare la pressione a tutto l’impianto idrico.
Come funziona un pressostato

Il pressostato, conosciuto anche come interruttore di pressione, è un apparato elettromeccanico in grado di convertire la pressione dell’acqua in un movimento meccanico, capace di attivare un interruttore per l’accensione o lo spegnimento della pompa elettrica.

Ha una entrata inferiore dove l’acqua giunge e spinge su una membrana, con la capacità di aprire il circuito elettrico quando si raggiunge la pressione stabilita e chiudere il circuito elettrico quando la pressione raggiunge il minimo prestabilito.

Il pressostato standard viene fornito già settato con dei valori fabbrica, però, può essere tarato secondo diversi valori di intervento tramite 2 viti di regolazione: una per l’azionamento e l’altra per lo spegnimento

Deve essere montato preferibilmente in modo verticale per evitare che i depositi di impurità presenti nell’acqua vadano a ostruire il condotto di pressione, causando un malfunzionamento.
Come effettuare la pulizia del pressostato

Il pressostato necessita solo di piccola manutenzione e di una adeguata lubrificazione dei meccanismi, il tutto per garantire un perfetto funzionamento nel tempo.
Per evitare che le impurità presenti nell’acqua accumulandosi al suo interno provochino il blocco dei contatti, lasciando fissi in modo aperto o chiuso i contatti, bisogna periodicamente effettuare una delicata pulizia del dispositivo.

Tale operazione di pulizia può essere svolta col metodo fai da te da chiunque abbia un po’ di dimestichezza e l’attrezzatura giusta, o al caso contrario, affidandosi a un tecnico specializzato del settore per non danneggiare l’apparato.

Per prima cosa, va tolta l’alimentazione elettrica e scaricato l’impianto per eliminare la pressione al suo interno, mediante l’apertura di un rubinetto.

Aiutandosi con il libretto d’uso e manutenzione fornito con l’apparato, si procede a smontare il pressostato. Una volta rimosso, con molta delicatezza vanno eliminati tutti i detriti accumulatisi nel tempo mediante un piccolo filo di ferro o un cacciavite, con movimenti tali da non danneggiare la membrana.

A pulizia avvenuta, si rimonta il pressostato, verificando il suo perfetto funzionamento tramite dei cicli di carico e scarico dell’impianto.
Come risparmiare energia elettrica col sistema di controllo inverter

Oltre al pressostato standard, possiamo trovare in commercio altri tipi di dispositivi che permettono il controllo dell’accensione e dello spegnimento della pompa elettrica.

Pressostato autoclave B71A di Fantini Cosmi
Il modello B71A è un pressostato di regolazione per il comando diretto di pompe elettriche monofase e bifase, prodotto da Fantini Cosmi, con membrana in gomma e coperchio in antiurto in materiale termoplastico.
Dotato di differenziale regolabile, parti metalliche in acciaio e temperatura massima fluido controllato 70°.

Altro dispositivo è il regolatore di pressione elettronico ON-OFF.
Si tratta di un semplice apparato che controlla automaticamente l’avvio e l’arresto della pompa elettrica.

Questo regolatore non necessita di vaso d’espansione: infatti, avvia automaticamente l’elettropompa quando avverte la diminuzione della pressione, fornendo portata e pressione costante dell’acqua, e la arresta quando si interrompe, il tutto avviene ad apertura e chiusura dei rubinetti.

Pressostato elettronico autoclave Smart Press di DAB
SMART PRESS è un dispositivo di DAB che controlla l’avvio e lo spegnimento di pompe elettriche, capace di proteggere la pompa contro la marcia a secco.
Dotato di restart automatico e manuale, ha una pressione minima di ripartenza regolabile.

I dispositivi finora analizzati prevedono un consumo di energia elettrica abbastanza elevato, però, installando un dispositivo di controllo elettronico a tecnologia inverter, si può ottenere un notevole risparmio in termini di energia elettrica.

Questo dispositivo, sfruttando la tecnologia inverter, permette di fornire una pressione costante all’impianto idrico, facendo girare l’elettropompa a potenze diverse.

Con questo sistema si ha un notevole risparmio di energia elettrica, in quanto, la pompa lavora solo per quello che serve realmente e non al massimo, come avviene per un normale pressostato o un dispositivo elettronico ON-OFF.

Ovviamente, la pompa elettrica deve essere predisposta mediante l’uso di un controllore che la fa lavorare anche a potenze intermedie.

Tale sistema prevede l’installazione di un vaso d’espansione.
Dispositivo per autoclave Active driver Plus di DAB

ACTIVE DRIVER PLUS di DAB è un dispositivo di controllo per il comando delle elettropompe.
Dotato di display OLED che lo rende semplice e intuitivo, l’installazione avviene in maniera assistita, con il posizionamento che può avvenire sia in verticale che orizzontale (solo per M/M e M/T).
Protegge contro la marcia a secco, sovratemperatura, gelo, amperometrica e tensione anormale.
Non necessita di valvola di non ritorno.

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